Il Credit Default Swap (CDS) non è altro che un’assicurazione contro la possibile insolvenza di un determinato debitore. Chi si vuole assicurare “compra” l’assicurazione, pagando un “premio” sotto forma di una sorta di cedola. Chi vende l’assicurazione incassa il premio ma sopporta il rischio di insolvenza (un po’ come il detentore di un’obbligazione).
Questo tipo di “assicurazione” contro l’insolvenza di un emittente, non può essere (almeno per il momento) acquistata dai risparmiatori privati, tuttavia questi ultimi possono seguirne l’andamento, sia per verificare le tendenze di mercato, in molti casi assai più evidenti e comprensibili rispetto al mercato delle obbligazioni vero e proprio, sia per valutare la convenienza relativa (in termine di rendimento), dell’obbligazione che si ha intenzione di acquistare.
Per il primo utilizzo, quello cioè della verifica delle tendenze di mercato, basta confrontare il costo attuale dei CDS rispetto a quello dei mesi precedenti. Costi dei CDS in aumento indicano una tendenza al peggioramento delle condizioni di mercato (quindi bisognerà adottare un’attenzione ancora maggiore nella scelta delle obbligazioni). Costi dei CDS in diminuzione invece indicano una tendenza al miglioramento (e quindi prezzi delle obbligazioni potenzialmente in aumento).
Il secondo utilizzo invece, quello della verifica della convenienza relativa di un’obbligazione, necessita di qualche semplice calcolo. Si tratta infatti confrontare il rendimento di un’obbligazione, con il costo del rispettivo CDS maggiorato dei tassi interbancari di pari scadenza. In pratica, tanto maggiore è il differenziale, tanto maggiore è la convenienza relativa dell’obbligazione che si sta acquistando; cioè è più favorevole il rapporto tra il rendimento ottenuto e il rischio sopportato.
La tabella di esempio ha quindi proprio la funzione di “interpretare” in maniera abbastanza immediata il mercato dei CDS.
Nella parte di destra vengono evidenziati il costo del CDS 6 mesi e 1 mese fa rispettivamente e viene indicata la tendenza.
Nella parte di sinistra vengono invece evidenziati il rendimento delle obbligazioni (colonna A), il costo attuale del CDS (colonna B) e il livello dei tassi interbancari (valore C). La colonna in grassetto (D) relativa alla differenza (D=A–B–C), indica la convenienza relativa di ogni emittente; maggiore è il valore migliore è (almeno in teoria) il rapporto rischio/rendimento delle obbligazioni.
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| C |
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Tasso interbancario "swap" scadenza 5 anni | 2.50% |
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Emittente | A | B | D = A-B-C |
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BANCARI/ASSICURATIVI | Rendimento 5y* | Costo CDS 5y** | Diff. |
| CDS 1 mese fa | Tendenza |
Banca Italease SpA | NA | 1.28% |
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| 0.00% | ▲▲ |
Banco Popolare SC | 3.43% | 0.97% | -0.03% |
| 1.17% | ▼ |
Unicredit SpA | 3.01% | 0.87% | -0.35% |
| 1.17% | ▼▼ |
Assicurazioni Generali SpA | 2.88% | 0.76% | -0.38% |
| 1.09% | ▼▼ |
Mediobanca SpA | 3.22% | 0.86% | -0.14% |
| 0.87% | ↔ |
Banca Nazionale del Lavoro S | 2.82% | 0.66% | -0.34% |
| 0.73% | ▼ |
Intesa Sanpaolo SpA | 3.09% | 0.67% | -0.08% |
| 0.89% | ▼ |
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Emittente | A | B | D = A-B-C |
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NON BANCARI | Rendimento 5y* | Costo CDS 5y** | Diff. |
| CDS 1 mese fa | Tendenza |
Fiat SpA | 5.89% | 2.88% | 0.52% |
| 3.62% | ▼▼ |
Telecom Italia SpA | 3.51% | 1.46% | -0.44% |
| 1.20% | ▲▲ |
Enel SpA | 3.06% | 0.81% | -0.25% |
| 1.00% | ▼ |
Edison SpA | 3.05% | 0.75% | -0.20% |
| 1.04% | ▼▼ |
Finmeccanica SpA | 2.39% | 0.96% | -1.06% |
| 1.27% | ▼▼ |
ENI SpA | 3.14% | 0.52% | 0.12% |
| 0.56% | ↔ |
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Tutti i valori della tabella sono indicati in frazioni di punto percentuale
*Valore interpolato, calcolato sulla base dei rendimenti osservabili sul mercato, su titoli con scambi giornalieri sia a tasso fisso che a tasso variabile.
** Media dei valori pubblicati sulle principali piattaforme di informativa finanziaria.
LEGENDA | |
▲▲ | in forte rialzo |
▲ | in rialzo |
↔ | stabile |
▼ | in ribasso |
▼▼ | in forte ribasso |