Il rapporto di cambio Lira/Marco ci può dire qualcosa riguardo al futuro dell’Euro?
Dopo settimane di sofferenza per i nostri titoli di stato da poche sedute è partito un movimento opposto, di parziale riscatto dei bond governativi, con i rendimenti dei btp che in pochi giorni si sono decisamente ridimensionati, offrendo ai mercati e ai risparmiatori un sollievo considerevole in termini di quotazioni.
La manovra di Monti ha quindi messo a segno un suo primo momentaneo successo: quello di avere incassato l’approvazione dei mercati, almeno nell’immediato.
La strada per il risanamento dell’Italia e dell’integrazione dell’Europa resta un cammino particolarmente incidentato e ne seguiremo l’evoluzione, ma ciò che ci preme sottolineare con il nostro pezzo di oggi è la mera cronaca dei ribalzi cui abbiamo assistito, soprattutto perché si verifica a poche settimane dalla pubblicazione del nostro pezzo che invitava a diffidare sulla convenienza relativa dei titoli di stato a breve termine nei confronti delle scadenze più elevate.
Chi ci ha letto ricorderà (vedi articolo: “ Attenzione ai consigli della stampa. Le scadenze brevi per i BTP sono le peggiori”, pubblicato lo scorso 10 novembre 2011), che in pieno contrasto con quanto veniva consigliato da molta stampa generalista, avevamo sottolineato che la scelta per un eventuale acquisto di un titolo di stato doveva ricadere sulle scadenze più lontane possibili, poiché l’ampio calo delle quotazioni offriva protezione in caso di “haircut” del debito e contemporaneamente opportunità di rimbalzo in scia a possibili eventi favorevoli.
Abbiamo subito messo alla prova quindi quanto accaduto sui mercati poche settimane dopo.
Se osserviamo i grafici allineati qui sotto potremo vedere la discesa dei rendimenti dei titoli in questo momento benchmark sul tratto a 2 anni, a 10 anni e a 30 anni. Per coloro che fossero interessati a conoscere i titoli esatti segnaliamo che si tratta del Btp 1.11.2013, del Btp 1.09.2021 3 del Btp 1.09.2040.
Fonte Bloomberg, Rendimento del btp 2 anni
Fonte Bloomberg.. Rendimenti dei btp a 10 anni
Fonte Bloomberg.. Rendimenti dei btp a 30 anni
Il movimento per le tre scadenze è molto simile e anzi sulla scadenza e 2 anni, il calo è più marcato essendo passato dall’8% di valore massimo al 5,6% di oggi.
Eppure, in termini di prezzo l’effetto è stato decisamente diverso. La ventata positiva che al momento ha investito tutta la curva del reddito fisso italiano (ma anche i titoli spagnoli oggi ne hanno ampiamente beneficiato), ha provocato un nettissimo aumento delle quotazioni delle scadenze elevate, a fronte di una performance relativamente modesta del tratto breve della curva.
Dopo aver normalizzato le serie, abbiamo comparato i prezzi dei tre btp sopra presi in considerazione dall’inizio di novembre ad oggi, per mostrare in tutta la sua evidenza che la miglior performance è stata messa a segno dal trentennale (salito dai minimi di inizio novembre di quasi il 15%), seguito dal decennale (cresciuto di poco meno del 9%) e con grande distacco dal btp a due anni, in rialzo di poco più del 3%.
Fonte Bloomberg, Elaborazione JC & Associati. Prezzo dei btp benchmark, a 2 anni , a 10 anni e a 30 anni.
Vedremo nelle prossime settimane la consistenza e la sostenibilità di questo recupero. Segnaliamo comunque, che coloro che avessero avuto la prontezza di acquistare titoli a lunga scadenza all’inizio di novembre, potrebbero seriamente valutarne una rapida presa di beneficio.
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