Il rapporto di cambio Lira/Marco ci può dire qualcosa riguardo al futuro dell’Euro?
In seguito alle difficoltà in cui versa l’Area Euro da ormai due anni, abbiamo ritenuto necessario implementare una strategia che potesse tutelare l’investitore europeo dall’eventuale svalutazione della valuta unica.
In un’ottica di diversificazione valutaria, la nostra scelta ha inizialmente privilegiato le valute dei paesi sviluppati caratterizzati da un’economia robusta e con fondamentali macroeconomici solidi, non incrementando così la base di rischio. Al fine di aumentare ulteriormente il grado di diversificazione sono state prese in considerazione anche le valute delle economie emergenti caratterizzate sempre da fondamentali solidi e da una elevata crescita, in tal caso aumentando la componente più rischiosa del portafoglio.
In questi ultimi tempi sta diventando sempre più palese l’elevata volatilità dei mercati finanziari: giornate di profondo rosso si alternano repentinamente a giornate di forte rialzo dei listini azionari, così come di tutti gli altri comparti di investimento. Diventa a questo punto interessante analizzare come reagiscano a questi movimenti i principali tassi di cambio, considerando le valute sia delle economie sviluppate sia di quelle emergenti.
A tal fine siamo andati a calcolare la correlazione esistente tra l’indice azionario più rappresentativo del mercato europeo, l’Eurostoxx 50, e i principali tassi di cambio contro Euro.
Di seguito riportiamo i principali risultati della nostra analisi effettuata considerando tre differenti periodi, al fine di osservarne anche l’evoluzione nel tempo. Consideriamo quindi la correlazione negli ultimi dieci anni, dal 2008 e dall’inizio del 2011 ad oggi.
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Correlazione 10 Y |
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Correlazione dal 2008 |
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Correlazione YTD |
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Tasso di cambio |
Eurostoxx 50 |
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Tasso di cambio |
Eurostoxx 50 |
|
Tasso di cambio |
Eurostoxx 50 |
|
EURUSD |
0,135 |
|
EURUSD |
0,679 |
|
EURUSD |
0,109 |
|
EURGBP |
-0,405 |
|
EURGBP |
-0,692 |
|
EURGBP |
-0,160 |
|
EURCHF |
0,540 |
|
EURCHF |
0,433 |
|
EURCHF |
0,681 |
|
EURNOK |
-0,211 |
|
EURNOK |
-0,466 |
|
EURNOK |
0,311 |
|
EURSEK |
-0,285 |
|
EURSEK |
-0,475 |
|
EURSEK |
-0,697 |
|
EURCAD |
-0,351 |
|
EURCAD |
0,005 |
|
EURCAD |
-0,352 |
|
EURAUD |
-0,130 |
|
EURAUD |
-0,145 |
|
EURAUD |
-0,027 |
|
EURNZD |
-0,243 |
|
EURNZD |
-0,278 |
|
EURNZD |
0,577 |
|
EURMXN |
-0,173 |
|
EURMXN |
-0,523 |
|
EURMXN |
-0,824 |
|
EURPLN |
-0,632 |
|
EURPLN |
-0,804 |
|
EURPLN |
-0,895 |
|
EURCZK |
-0,064 |
|
EURCZK |
-0,366 |
|
EURCZK |
-0,368 |
|
EURTRY |
-0,346 |
|
EURTRY |
-0,603 |
|
EURTRY |
-0,862 |
|
EURJPY |
0,663 |
|
EURJPY |
0,706 |
|
EURJPY |
0,740 |
|
EURTHB |
-0,064 |
|
EURTHB |
0,327 |
|
EURTHB |
0,172 |
|
EURRUB |
-0,409 |
|
EURRUB |
-0,597 |
|
EURRUB |
-0,790 |
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EURSGD |
0,211 |
|
EURSGD |
0,449 |
|
EURSGD |
0,459 |
|
EURHKD |
0,142 |
|
EURHKD |
0,691 |
|
EURHKD |
0,089 |
Ricordiamo innanzitutto che l’indice di correlazione spiega la relazione esistente tra due variabili, in particolare la direzione dell’una al variare dell’altra. Può assumere valori compresi tra -1 e 1, a seconda che la relazione sia inversa (negativa) o diretta (positiva). Qualora l’indice di correlazione fosse pari a 0, allora la correlazione sarebbe nulla, ovvero non sussisterebbe alcuna relazione tra le variabili.
Considerando la prima tabella relativa agli ultimi dieci anni è possibile osservare che esiste una correlazione positiva significativa tra l’Eurostoxx e il cambio Euro-Yen (0.663) ed Euro-Franco svizzero (0.54). Questo sta ad indicare che all’aumentare dell’indice azionario l’Euro ha una rivalutazione nei confronti del Franco svizzero così come dello Yen. Viceversa si svaluta nei confronti delle stesse valute a fronte di un calo dell’indice europeo. Quest’ultimo caso diventa interessante per tutti coloro che hanno un investimento denominato in queste valute e aspettative ribassiste sia sull’Euro che sull’indice europeo. In caso di rialzo dell’indice l’investimento in valuta invece perderebbe parte del proprio valore. Una correlazione positiva ma di grado inferiore rispetto alle precedenti è quella che caratterizza il cambio Euro-Dollaro e le valute ad esso strettamente correlate, si vedano il Dollaro di Hong Kong e quello di Singapore.
Una correlazione negativa è invece quella esistente tra l’Eurostoxx 50 e il cambio Euro-Zloty polacco, Euro-Rublo, oltre alle valute fortemente correlate alle materie prime, quindi Euro-Dollaro canadese, Euro-Dollaro neozelandese ed Euro-Dollaro australiano, e infine alle valute scandinave (Euro-Corona svedese e norvegese). Un investimento in queste valute comporterebbe un aumento del proprio valore qualora l’indice Eurostoxx 50 aumentasse, poiché l’Euro si svaluterebbe. Il contrario succederebbe a fronte di un ribasso dell’indice europeo.
Proseguiamo la nostra analisi prendendo in considerazione la correlazione a partire dal 2008, che quindi comprende al suo interno due eventi molto significativi: la crisi finanziaria legata ai subprime e l’attuale crisi del debito in Europa.
Ancora una volta viene confermata l’esistenza di una correlazione positiva tra l’Eurostoxx 50 e il cambio Euro-Yen ed Euro-Franco svizzero. Si rafforza inoltre la correlazione positiva con l’Euro-Dollaro che passa a 0.68 da 0.13. Conseguentemente è positiva anche la relazione con il Dollaro di Hong Kong e quello di Singapore. Tra le economie emergenti è positiva anche quella esistente con il cambio Euro-Bhat Tailandese.
Contemporaneamente è possibile osservare come si siano rafforzate anche le correlazioni negative con il cambio Euro-Corona norvegese, Euro-Corona svedese, Euro-Dollaro australiano e neozelandese.
Analizziamo infine il grado di correlazione esistente tra le variabili di nostro interesse dall’inizio del 2011.
Ancora una volta troviamo conferma della crescita del grado di correlazione tra l’Eurostoxx 50 e il cambio Euro-Franco Svizzero ed Euro-Yen. In un contesto di forte crisi infatti, quando l’Area Euro risulta fortemente sotto pressione, i flussi di investimento si indirizzano maggiormente verso le “valute rifugio” che quindi si rivalutano a discapito dell’Euro. Rimane positiva, sebbene meno intensa, la correlazione con l’Euro-Dollaro e le valute ad esso legate (Dollaro di Hong Kong, Dollaro di Singapore e Thai Baht). Ciò che si osserva invece è l’inversione della correlazione con la Corona Norvegese e il Dollaro neozelandese rispetto ai due periodi precedentemente considerati: da negativa è passata a positiva. Nei confronti di queste valute infatti l’Euro ha generalmente dato dimostrazione di una consistente svalutazione in occasione dei ribassi dell’indice europeo.
Riteniamo che conoscere la tipologia di relazione esistente tra i diversi tassi di cambio e l’indice di riferimento europeo possa essere utile per l’investitore al fine di valutare in maniera più completa la validità e i rischi collegati ad un investimento denominato in valuta. La strategia ovviamente cambia a seconda degli scenari economici che si ritengono maggiormente probabili.
In questo particolare contesto di mercato risulta complesso definire una strategia che possa risultare senza alcun dubbio vincente. La mancanza di una concreta soluzione ai problemi dell’Area Euro fanno a nostro avviso ritenere maggiormente probabile uno scenario di fondo negativo per l’intera regione. Sebbene la diversificazione valutaria si sia rivelata una strategia opportuna, in alcune fasi di mercato, come ad esempio quelle più acute di ribasso, molte delle correlazioni sono saltate a causa di fenomeni di elevato panico che hanno prodotto una liquidazione indistinta degli investimenti in valuta (liquidation) provocando una rivalutazione dell’Euro.
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